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Pallet EPAL

A questo primo articolo introduttivo ne seguiranno altri in cui man mano andremo ad approfondire tutte le tematiche legate al pallet EPAL.

Il pallet EPAL nasce come discendente del pallet EUR per una necessità di ulteriore controllo sul prodotto pallet sia dal lato della qualità sia dal lato delle prestazioni. Inoltre il parco pallet EUR oramai stava invecchiando quindi anche questo contribuì alla creazione del nuovo parco pallet EPAL.

 

pallet epal
Pallet EPAL

Come già descritto nell’articolo riguardante il pallet EUR, ci fu un periodo di convivenza tra il pallet EUR e il pallet EPAL. Addirittura ci fu un periodo in cui i pallet erano marcati con entrambi i marchi sia EUR che EPAL. Una volta che i pallet EUR diventarono troppo logori e antieconomici da riparare vennero sostituiti completamente dal pallet EPAL.
Non vi è una sostanziale differenza tra il pallet EUR ed il pallet EPAL tranne che il secondo è sottoposto a più controlli e vincoli stringenti rispetto al suo predecessore.
Il pallet EPAL infatti rispetta perfettamente le specifiche tecniche presenti nei capitolati delle Fiche UIC 435-2 UIC 435-4 in quanto è sottoposto costantemente a controlli di qualità sia durante la produzione che la successiva eventuale riparazione.
EPAL è il marchio dell’organismo che garantisce la qualità del pallet. L’Europian Pallet Association nasce in Europa il primo gennaio 1995 e arriva in Italia il primo marzo 1999.
Quindi il pallet EUR che subiva pochi controlli e che con le diverse riparazioni aveva portato ad avere un parco pallet disomogeneo perché non controllato, viene sostituito dai pallet EPAL omogenei e di qualità superiore in quanto sempre controllati, anche dopo la riparazione, e nel rispetto delle norme presenti all’interno delle Fiche UIC.
Man mano che si va avanti la qualità sale e risponde a nuove esigenze quali quelle dell’esportazione.
Il primo gennaio 2010 EPAL stabilisce l’obbligo di possesso, per tutti i produttori di pallet EPAL, di un’apposita autorizzazione fitosanitaria ISPM No. 15 del proprio paese per l’utilizzo esclusivo di legno trattato termicamente (HT). Il legno HT, ricordiamo, è un legno trattato con alte temperature al fine di uccidere eventuali batteri del legno presenti all’interno della struttura stessa.
Dal primo gennaio 2013 questo obbligo vale anche per i riparatori di pallet EPAL.

Nel prossimo articolo parleremo di come è fatto il pallet EPAL e i suoi elementi costitutivi.

Chi è nato prima: il pallet o il muletto?

Non è di certo una domanda ancestrale o filosofica, ma sicuramente interessante e curiosa e la prossima volta che vi troverete ad una cena con amici invece di interrogarvi su chi sia nato prima tra l’uovo e la gallina potrete interrogarli su chi è nato prima tra il pallet e il muletto.

Come capita sempre nella vita la risposta giusta a qualsiasi domanda vi si ponga è: DIPENDE.

Infatti anche in questa situazione la risposta dipende dal punto di vista che si vuole acquisire.

Se si prende in considerazione la definizione di pallet data dalla UNI EN ISO 445, ovvero che “il pallet è una piattaforma orizzontale caratterizzata da un’altezza minima, compatibile con la movimentazione tramite carrelli traspallet e/o elevatori a forche e/o trasloelevatori o altri strumenti impiegati per la raccolta, stoccaggio e movimentazione di merci, colli e carichi”, allora non ci sono dubbi su chi sia nato prima tra i due. Secondo questa definizione è nato prima il muletto e dopo il pallet in quanto per giustificare la nascita del pallet ci doveva essere prima lo strumento per movimentarlo.

Esistono però definizioni antecedenti a quella sopra riportato. Una tra queste recita che il pallet è “piccola piattaforma bassa e trasportabile sulla quale sono posizionate le merci per lo stoccaggio o la movimentazione, ad esempio in un magazzino o in un veicolo”. Seguendo questa definizione non è sbagliato sostenere che sia nato prima il pallet e dopo il muletto infatti oggetti del genere esistevano prima della fine dell’ottocento quando invece nacque il muletto.

In quest’ultima descrizione però, ad onor del vero, manca una caratteristica che rende il pallet tale per molti addetti ai lavori e che ne ha consentito negli anni lo sviluppo fino a farlo diventare un must del settore logistico e stoccaggio merci. La caratteristica che manca è il facilitare la movimentazione delle merci. Per saperne di più sulla storia del pallet vi rimandiamo ad un nostro scorso articolo.

Quindi chi è nato prima tra il pallet e il muletto? Alla vostra prossima cena avrete una piccola curiosità in più da raccontare per stupire gli altri.

Non perdetevi il nostro prossimo articolo mercoledì nel quale parleremo dei funghi cromogeni profondi.

Le malattie del legno: Funghi cromogeni superficiali

Come si ammala il legno.

Come detto precedentemente nello scorso articolo, la muffa per svilupparsi ha bisogno di un’umidità superiore al 20% e temperature che vadano dai 15 ai 30 gradi centigradi e scarsa ventilazione.

Con tali condizioni, le spore delle muffe, crescono e si proliferano tramite il corpo fruttifero del fungo che andrà a creare nuove spore e così all’infinito in un circolo vizioso.

Spore
Spora della muffa del legno

Voi vi chiederete: come fanno le spore ad arrivare al legno?

In realtà le spore essendo microscopiche vengono di continuo sollevate e portate in giro nell’aria dal vento, solo che quando atterrano sul legno e trovano le condizioni sopraindicate si sviluppano in funghi e muffe, per questo è importante prendersi cura del proprio pallet onde evitare il suo deperimento.

Come si sviluppano le muffe.

Una volta arrivate sul legno le spore si sviluppano entrando nelle piccole lesioni del legno e generalmente per profondità non maggiori di un millimetro, in sostanza le muffe aggrediscono solamente i primi strati di cellule del legno nutrendosi di zuccheri e proteine semplici in quanto incapaci di idrolizzare la parete cellulare. Il colore delle muffe dipende dal grado di aggressione del legno e varia dal giallino al verde fino al nero.

Come si possono eliminare le muffe.

Le muffe essendo superficiali, ovvero le cellule del legno attaccate sono quelle dei primi strati, sono eliminabili facilmente o semplicemente con una spazzolatura o ove servisse una leggera piallatura. L’importante però per fare in modo che non si ripresentino è evitare che il legno sia troppo umido e poco ventilato.

Come già detto, una volta eliminata la muffa bisogna prendersi cura del proprio pallet.

I nostri mobili in pallet sono già trattati contro le muffe tramite trattamento HT e essiccazione però è importante che chi compra i nostri mobili poi se ne prenda cura perché il legno è bello, ecologico, aiuta l’ambiente a respirare meglio però richiede delle piccole cure e accorgimenti che materiali più inquinanti non richiedono.

Rispettare l’ambiente e prendersene cura costa fatica, noi lo sappiamo ed è per questo che la nostra rubrica, on-line ogni mercoledì, è nata, per aiutare tutti i nostri clienti e non a prendersi cura del propri mobili in legno.

Nel prossimo articolo parleremo dei funghi cromogeni profondi.

Tavolo in pallet due colori

Nuovo modello di tavolo doppio colore

Nuovo modello di tavolo in pallet doppio colore leggero e pratico.

Il nostro nuovo tavolo in pallet è composto da due pezzi smontabili: la base e il ripiano.

Tavolo in pallet smontato
Tavolo in pallet smontato in due pezzi

Può essere fornito grezzo o piallato in colore naturale o colorato con le nostre vernici 100% naturali nelle colorazioni disponibili.

Il nostro tavolo in pallet è stato pensato per essere trasportabile, infatti è costituito da due pezzi da assemblare tra loro. Lo puoi usare per i tuoi pic-nic in quanto lo possono smontare e rimontare tutti in pochi secondi. La base ed il ripiano non sono fissate tra loro ma una volta messe una sopra l’altra sono solide e stabili.

Questo tipo di tavolo in pallet va bene anche per i giardini privati e durante la stagione invernale, per evitare che prenda troppa acqua, si può smontare e coprire con un telo in plastica e riporlo sotto una piccola tettoia in quanto non ingombra molto una volta smontato. I pallet che usiamo per i nostri mobili ecologici sono essiccati e trattati HT in modo che non contengono muffe e batteri al momento della consegna. Inoltre le nostre vernici 100% naturali agiscono anche da impregnante proteggendo il legno. Per una corretta conservazione e trattamento del mobile in pallet vi consigliamo di leggere questo articolo.

Altri elementi di arredo complementari al tavolo in pallet li puoi trovare nelle sezione sedie del nostro sito dove sono presenti panche, sedie e sgabelli sia colore naturale che verniciati perfetti da abbinare per avere un set completo per un giardino più bello ed elegante.

Essiccazione del pallet: perché farla e a cosa serve.

 

Per l’essiccamento degli imballaggi in legno sono due le tecniche più utilizzate:

  1. Essiccazione all’aria aperta o naturale
  2. Essiccazione artificiale

Entrambe le tecniche sono valide ma la scelta di quale utilizzare dipende da alcune variabile.

Andiamole a vedere insieme per cercare di capire quale fa di più al tuo caso.

Essiccazione all’aria aperta o naturale

L’essiccazione all’aria aperta è conosciuta anche con il nome di stagionatura e permette al massimo di arrivare a contenuti di umidità che vanno dal 12% al 14%.

Tra i vantaggi dell’utilizzo di questa tecnica c’è la semplicità di realizzazione, infatti basta lasciare il pallet all’aria aperta.

Dall’altra parte gli svantaggi stanno nell’impossibilità di controllare il processo in quanto soggetto alle condizioni climatiche. Quindi fin quando c’è il sole tutto bene, ma se inizia a piovere il processo sarà molto più lungo e il pallet a rischio deterioramento.

Altri svantaggi consistono nel fatto che occorrono svariati mesi perché il pallet si essicchi e il processo richiede ampi spazi per lo stoccaggio e l’immagazzinamento dei pallet. Altro aspetto da non sottovalutare è l’immobilizzo del capitale speso per acquistare i pallet che resta fermo per parecchi mesi non concedendo all’azienda liquidità immediata.

Essiccazione artificiale

Ad oggi è il sistema più diffuso perché permette di abbattere i costi di essiccazione.

Essiccatore per pallet
Impianto di essiccazione per i pallet

Consiste nell’utilizzo di aria calda (che permette anche la sterilizzazione del pallet) e permette di avere tempi di essiccazione nettamente inferiori all’essicazione naturale. Ad esempio per un pallet essiccato in maniera naturale occorrono dai 3 ai 4 mesi, mentre in maniera artificiale bastano 48 ore.

Un altro beneficio consiste nella possibilità di sapere in maniera precisa il contenuto finale di umidità del pallet. Inoltre il capitale non viene immobilizzato e l’azienda ha sempre a disposizione liquidità da reinvestire.

Questo processo, al contrario del primo, non ha bisogno di enormi spazi di stoccaggio.

A cosa serve e perché farla

I motivi che portano al trattamento di essiccazione il pallet sono sostanzialmente 4:

  • Impedire alle muffe e ai funghi di aggredire il legno, aumentando di conseguenza la qualità del pallet.
  • Aumentare le prestazioni del pallet in modo tale da allungarne la vita e la portata abbassando di conseguenza il costo d’investimento.
  • Risolvere i problemi di umidità legati al legno fresco e che potrebbero intaccare l’integrità del prodotto trasportato sul pallet.
  • Abbassare il peso del pallet rendendolo più maneggevole.

Da questi 4 punti si evince anche il perché è meglio farla.

Detta in una frase l’essiccazione del pallet permette di avere un pallet di maggior qualità che costa meno nel lungo periodo.

Mini guida su come è fatto un pallet. Elementi costitutivi e tipi

Oggi parleremo di come è fatto un pallet:

  • Gli elementi che lo costituiscono;
  • Diversi tipi di pallet.

Gli elementi che costituiscono un pallet

Il pallet è costituito principalmente da tre elementi: le tavole, i blocchetti e i chiodi che servono per fissare i diversi elementi tra di loro.

Quindi abbiamo (guardando il pallet dal basso verso l’alto): le tavole del piano inferiore, non sempre presenti e in tal caso il pallet è detto ad un piano; i blocchetti; le traverse, ovvero le tavole orizzontali, le tavole del piano superiore. Quando tutti questi elementi sono presenti il pallet è detto a due paini.

Come è fatto un pallet
I diversi elementi costitutivi del pallet.

Quando i due piani sono perfettamente uguali ed in grado di sopportare lo stesso peso il pallet è detto reversibile. Mentre se i due piani sono differenti e non in grado di sopportare lo stesso peso il pallet è detto non reversibile.

Se i vani di inforcamento, ovvero gli spazi sui lati del pallet compresi tra i blocchetti, sono presenti su due dei quattro lati del pallet, il pallet è a due vie, mentre se i vani sono presenti su tutti e quattro i lati il pallet è a quattro vie.

4 tipi di pallet
Pallet a 2 o 4 vie, reversibili e non.

Il vano di inforcamento, dove si inseriscono le forche del muletto o del transpallet, può essere libero se le forche entrano senza doversi staccare da terra, o non libero quando è presente la traversa indi per cui le forche per entrare devono staccarsi dal terreno.

In questo secondo caso per favorire l’inforcamento, sulle tavole sono presenti i biselli. I biselli sono delle smussature delle tavole che appunto favoriscono l’inforcamento del pallet senza rovinarlo. Si parla di biselli d’angolo quando gli angoli del pallet non sono vivi ma smussati, per favorire la filmatura del pallet senza che il film estensibile si buchi.

Per finire il piano superiore del pallet può essere pieno, se tra le tavole non c’è distanza, o con tavole distanziate.

Nel prossimo articolo parleremo delle diverse tipologie di pallet. A mercoledì prossimo.

Storia del pallet: i suoi primi 70 anni.

Inizia oggi una rubrica settimanale, storia del pallet, con la quale vogliamo fare insieme a voi un viaggio per ripercorrere gli oltre 70 anni di vita del pallet. Eh già avete letto bene, il pallet ha più di 70 anni e nonostante la sua semplicità (il pallet è costituito sostanzialmente da tre elementi: tavole, blocchetti e chiodi) rispetto a molti altri prodotti, lui è ancora qui e giorno dopo giorno aiuta miliardi di aziende a movimentare la propria merce con semplicità.

Il pallet infatti consente di velocizzare enormemente la movimentazione delle merci, processo che altrimenti richiederebbe tempi biblici se fatto manualmente.

Il pallet offre innumerevoli vantaggi tra i quali:

  • Velocità e praticità di trasporto della merce su pallet (il pallet è progettato proprio a tal fine, scopriremo come nei prossimi articoli);
  • Riduzione drastica della manodopera (oggi basta un muletto o un transpallet per fare il lavoro che prima richiedeva parecchi operai);
  • Maggior quantità di merce che è possibile trasportare su pallet rispetto che a mano.

La merce pallettizata invece offre altri vantaggi come:

  • Una minor possibilità che il prodotto si danneggi;
  • Un minor rischio di lesioni per gli operai che devono spostare la merce;
  • Uno stoccaggio nei magazzini più efficiente.

Lungo il viaggio scopriremo a cosa è dovuta la nascita del pallet; come è fatto un pallet?; Tipologie di pallet, quanti ne esistono?; Come riconoscere un buon pallet?; Come riconoscere quando un pallet è malato?.

Poi cercheremo di darvi consigli utili su come trasportare in modo corretto un pallet, come scaricarlo e stoccarlo. E soprattutto come prendervi cura del vostro pallet in modo che non si rovini e duri il più a lungo possibile. Scoprirete che bastano pochi accorgimenti per risparmiare tanto denaro.

Ogni tanto alterneremo a questi articoli, approfondimenti e curiosità legati al pallet.

Che dire; speriamo di appassionarvi e soprattutto di renderci utili per un uso più consapevole del pallet che contribuisca a migliorare la vostra azienda e vi faccia risparmiare tempo e denaro.

Che il viaggio abbia inizio ci risentiamo la prossima settimana con il primo articolo della rubrica.