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7 cose da sapere sul pallet EPAL

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Cose da sapere sul pallet EPAL

 

Negli scorsi articoli abbiamo parlato del pallet EPAL esaminando diversi aspetti ad esso legati.

In questo articolo cercheremo di fare una sintesi in 7 punti.

1. Che cos’è il consorzio EPAL

È un’associazione a livello europeo che riunisce al suo interno produttori, riparatori, commercianti ed utilizzatori dei pallet EPAL. Grazie al consorzio EPAL è garantita la qualità e la standardizzazione del pallet, caratteristiche queste che lo rendono anche intercambiabile.

2. Intercambiabile

L’interscambio è garantito dai criteri contenuti nei capitolati di costruzione dei pallet EPAL che ne assicura la qualità. La standardizzazione, in questo caso sinonimo di qualità, consente l’interscambio in quanto si è sicuri che un pallet EPAL sia uguale ad un altro costruito anche in una parte differente di Europa.

3. Qualità e controlli

La qualità è garantita dai numerosi controlli periodici effettuati presso sia i produttori che i riparatori di pallet EPAL da parte di società indipendenti.

4. Come è fatto un pallet EPAL

Esistono 4 misure di pallet EPAL:

  1. EPAL 1 800X1200 mm;
  2. EPAL 2 1200×1000 mm;
  3. EPAL 3 1000×1200 mm;
  4. EPAL 6 800×600 mm.

Il marchio EPAL è apposto sui blocchetti laterali mentre quello centrale è riservato alle informazioni di produzione e riparazione e codice identificativo del produttore/riparatore.

5. Esportabilità

Il pallet EPAL è esportabile perché rispetta tutte le norme fitosanitarie e lo standard ISPM No.15.

6. Imprese autorizzate vs imprese non autorizzate

Le imprese autorizzate EPAL possiedono una licenza di produzione e/o riparazione che li obbliga a mantenere la qualità dei pallet EPAL e li sottopone a costanti controlli.

Le imprese non autorizzate non garantiscono standard di qualità cosa che consente loro di fare un prezzo inferiore alla media di mercato ma che fa incorrere il cliente, consapevole o meno, in sanzioni amministrative.

7. Il pallet EPAL fa bene all’ambiente

Il pallet EPAL è ecosostenibile e salvaguarda l’ambiente perché è totalmente riciclabile e durante il suo intero ciclo di vita sottrae all’ambiente circa 19 kg di CO2. Ecco perchè costruire un mobile in pallet aiuta l’ambiente.

 

Conclusioni

 

Noi di mobili in pallet siamo un’azienda autorizzata e certificata EPAL e veniamo continuamente sottoposti ai controlli di qualità del consorzio EPAL. I nostri pallet EPAL sono tutti originali e rispettano le Fiche UIC e le norme fitosanitarie e lo standard ISPM No.15. 

Per questo quando vieni da Noi puoi stare tranquillo che il prodotto che avrai è il prodotto che cerchi senza avere scherzi dopo l’acquisto.

Rubrica MIP: seconda parte

Negli articoli precedenti abbiamo parlato della storia del pallet raccontandone la nascita e i suoi primi 70 anni di vita. Abbiamo raccontato delle malattie che possono affliggere il legno e di come poterlo proteggere e curare. Vi abbiamo dato utili consigli su come trasportare, scaricare e stoccare al meglio il pallet in modo tale che questi processi fondamentali a cui è sottoposto non lo deteriorino. Abbiamo fatto anche alcuni approfondimenti e raccontato curiosità legate al pallet. Vi abbiamo spiegato com’è fatto un pallet e gli elementi di fissaggio del pallet.

Abbiamo anche parlato delle tipologie di pallet più diffuse in commercio.

Bene, nei prossimi articoli ci soffermeremo proprio sui diversi tipi di pallet ma stavolta parlandone in maniera più approfondita.

Partiremo con il parlare del pallet EUR nato negli anni ’50 per volere dalla UIC (Unione Internazionale delle Chemin de fer), spiegheremo cos’è la UIC e i pallet messi in commercio da quest’ultima.

Approfondiremo il perché della nascita dei pallet CP (Chemical Pallet) e dei pallet PALOK. C’era veramente bisogno di questi altri tipi di pallet? Cosa li differenzia dagli altri? A queste domande cercheremo di dare risposta nei prossimi articoli.

Ci soffermeremo a lungo sul Pallet EPAL nato nel 1991 in Europa. Anche qui cercheremo di dare informazioni utili a riconoscere un buon pallet EPAL, le 4 domanda da porsi assolutamente prima di comprare un pallet EPAL e approfondiremo alcuni aspetti legati a questo tipo di pallet che ormai ha conquistato l’Europa per la sua indiscutibile qualità e robustezza.

Infine parleremo di particolari tipi di pallet come quelli interamente in plastica e per questo non ecologici e inquinanti; i pallet INKA un tipo di pallet realizzato con truciolato di legno incollato a caldo, e il pallet Dusseldorf realizzato con traverse in legno e piedini in metallo e/o plastica.

Con il prossimo articolo inauguriamo quella che potremmo definire la seconda parte della nostra rubrica settimanale, on-line ogni mercoledì, che si concentrerà in modo più approfondito sui tipi di pallet maggiormente in commercio.

Restate collegati e settimana dopo settimana impareremo a conoscere meglio i pallets.

Quanti tipi di pallet esistono?

È difficile dire quante tipologie di pallet esistono perché la risposta dipende dal punto di vista che si vuole adoperare.

Se consideriamo i pallet dal punto di vista dell’uso che se ne andrà a fare allora avremo:

  • Pallet comune;
  • Pallet riutilizzabile;
  • Pallet a perdere;
  • Pallet per scambio;
  • Pallet per utilizzo interno.

La prima tipologia di pallet viene utilizzata per scambiare merce in un circuito aperto a tutti.

Si definisce pallet riutilizzabile quel pallet che non esaurisce la sua vita dopo solo un ciclo, ad esempio un solo trasporto, ma dopo diversi cicli.

Al contrario il Pallet a perdere esaurisce la sua vita dopo un solo utilizzo, in pratica è un pallet mono uso.

Il Pallet per scambio è quel pallet che può essere barattato con un pallet identico, ad esempio se un fornitore consegna 20 bancali di prodotto ad un cliente per evitare che si perda tempo a sbancalare la roba per restituire il pallet, il cliente ne ha pronti già venti da ridare al fornitore. Ciò consente un notevole risparmio di tempo e denaro.

Il pallet per utilizzo interno invece è quel pallet che viene utilizzato in un circuito chiuso che può essere quello di una singola azienda od di un circuito di aziende.

Se consideriamo l’uso quotidiano che se ne fa del pallet allora le tipologie aumentano nettamente.

Seguendo un po’ la storia del pallet, man mano che si va avanti dalla sua nascita ai giorni nostri e man mano che prende piede l’utilizzo del pallet come strumento di movimentazione merci, ecco che si capisce perché nascono nuove tipologie di pallet. Nuove esigenze, infatti, generano nuovi pallet.

Ecco quindi che abbiamo il pallet normalizzato che nasce dall’esigenza di avere dei pallet che rispondessero a delle specifiche di fabbricazione in modo tale da garantire sulla qualità e sicurezza.

Il pallet standard è simile al su citato pallet normalizzato ma è pensato per mercati e usi specifici.

Tra i pallet standard ricadono alcuni tipi di pallet come il pallet:

  1. EUR (cronologicamente il primo ad essere nato)
  2. EUR-EPAL (quando ancora tutto il parco pallet EUR non era stato sostituito da quello EPAL)
  3. EPAL (una volta che i pallet EUR erano stati dismessi perché vecchie e obsoleti)

Altro tipo di pallet appartenente alla famiglia dei pallet standard è il pallet CP o Chemical Pallet sviluppato e destinato all’industria chimica.

Negli ultimi anni si sono sviluppati i pallet espositori che vengono utilizzati dai grandi brand per la promozione dei propri prodotti. In pratica i pallet espositori sono fatti su misura per il cliente e servono da supporto agli stand espositivi del prodotto. Anche questo tipo di pallet è mono uso in quanto non è utilizzato per il trasporto merci ma solo per singole iniziative promozionali legate ad un prodotto.

La nascita delle imprese di riparazione del Pallet

Continua il nostro viaggio alla scoperta delle origini ed evoluzioni del pallet, oggi parleremo del trentennio che va dagli anni 70 agli anni 90.

Anni ’70 e ’80: La nascita dell’associazione di categoria italiana del Pallet

La nascita delle prime macchine per la produzione in serie dei pallet favoriscono la crescita del pallet perché ne abbassano il prezzo e lo rendono conveniente a nuovi settori commerciali. Il pallet così diventa un prodotto di largo consumo per tutte le aziende. Tutto questo porta anche ad un aumento dei produttori, alcuni addirittura cambiano la loro produzione, passando da produttori di cassette per frutta e verdura a produttori di pallet, vedendo nel pallet una nuova prospettiva di guadagno più redditizia della precedente.

Nel 1977 nasce, a Roma, Assolegno, l’associazione Nazionale delle industrie forestali e lavorazione legno, che raggruppava tutti i produttori italiani di pallet.

logo_assolegno
Logo Federazione Italiana Assolegno

Gli anni ’80 sono importanti poiché segnano la nascita delle prime imprese di riparazione del pallet.

Questa attività oltre ad essere molto redditizia per chi la faceva rispondeva anche alle esigenze degli utilizzatori di pallet che risparmiavano sull’acquisto dei pallet ricondizionati e contemporaneamente li svincolava dall’obbligo di deposito che vigeva in quegl’anni.

Un altro aspetto da considerare, inoltre era il risparmio di materia prima e quindi un uso più ecosostenibile e consapevole del legno del pallet. Questo era l’inizio, oggi del pallet addirittura, come del maiale, non si butta via niente e ogni singolo ciocchetto e pezzetto viene utilizzato per fare mobili di design ecologici.

Nel 1982 in Italia viene immesso sul mercato il pallet Centromarca 800×1200, nel tempo però mostrò le sue criticità.

Pallet Centromarca
Com’è fatto un pallet Centromarca.

Questo pallet, che nasceva con un capitolato su come produrlo, non aveva però previsto un capitolato su come si dovesse riparare, quindi successe che in pochi anni i pallets Centromarca fossero tutti diversi gli uni dagli altri. Cosa successe, i pallet che già all’origine non avevano un controllo sulla qualità, diventarono ancor di più di bassa qualità. Questo ne segnò la fine.

Anni ’90: Nasce il pallet EPAL

In questi anni nascono le prime aziende che noleggiano i pallets.

L’1 gennaio del 1995 è una data importante per il settore poiché nasce in Europa il pallet EPAL (European Pallet Association) che va a sostituire l’oramai vecchio e degradato, quindi di bassa qualità, pallet EUR. In Italia l’EPAL arriva con qualche anno di ritardo l’1 marzo del 1999.

Pallet EPAL
Caratteristiche pallet EPAL

Nel frattempo crescono i controlli qualitativi sui pallet usati e vengono stilati dei capitolati di riparazione più specifichi e stringenti.

Sempre riguardanti il settore della riparazione dei pallet sono da segnalare l’introduzione, avvenuta proprio in quegli anni, delle prime linee semi automatizzate per la riparazione del pallet.

Verso il finire degli anni 90 nascono i primi software di progettazione dei pallet.

Con il prossimo articolo chiuderemo questo fantastico viaggio nel mondo dei pallet.